Discussione Rumor Il ritorno del Cavaliere Oscuro: nuovo Arkham in arrivo?

SmoonStyle

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11 Maggio 2014
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Secondo alcune fonti, dopo il clamoroso flop ricevuto dallo sviluppo di Suidice Squad: Kill the Justice League, il grande sviluppatore di videogiochi single player Rocksteady tornerà a sviluppare un nuovo gioco incentrato su Batman. I primi rumor circa il ritorno del Cavaliere Oscuro sono spuntati in rete lo scorso novembre, e ora il giornalista Jason Schreier li conferma, affermando di aver sentito parlare di un "ritorno alle origini" con l'obiettivo di evitare altri fallimenti.

Fatta eccezione perHogwarts Legacy (link 1 e link 2), per la quale è riuscita a vendere oltre 25 milioni di copie e anche facendo registrare il primato come "videogioco a giocatore singolo con più spettatori simultanei di sempre", cosa che con la squadra suicida e MultiVersus non è riuscita ad ottenere e contribuendo a una perdita di oltre 300 milioni di dollari per l'azienda. Anche con il titolo di Gotham Knights del 2022 ha incassato meno del previsto. Ora che il CEO David Haddad ha rassegnato le dimissioni, il publisher ha deciso di fare un passo indietro e tornare a puntare sui propri punti di forza.

Stando a quanto riportato da Bloomberg, Warner Bros. Games avrebbe deciso di dare un'altra chance a Rocksteady, avviando la produzione di un nuovo gioco di Batman. Al momento non è chiaro se si tratti di un nuovo capitolo dell'ArkhamVerse (conclusosi con il capitolo Arkham Knight), serie di straordinario successo con oltre 30 milioni di copie in circolazione, o di un reboot, ma sembra certo il ritorno del Cavaliere Oscuro. Per quanto riguarda i tempi, è lecito aspettarsi un'attesa di almeno tre o quattro anni, considerato che i lavori sono iniziati nella prima metà del 2024.
 
Batman Arkham: è sviluppato in UE5 e uscirà anche su PS6 e Xbox Next?
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Dopo l'ancora vivido ricordo del fallimento di Suicide Squad Kill the Justice League, Rocksteady si è rimessa al lavoro sulla serie di Batman Arkham, stando alle ultime indiscrezioni ad opera di Jason Schreier. Ecco che un annuncio di lavoro dello studio britannico ci fornisce le prime, possibili informazioni sul nuovo capitolo della serie.

Un annuncio di lavoro per un Senior Core Engine Programmer segnalato da Tech4Gamers conferma che Rocksteady è intenzionata ad impiegare l'Unreal Engine 5 per plasmare il suo nuovo progetto videoludico. L'annuncio afferma esplicitamente che il nuovo dipendente lavorerà ad un gioco AAA, non annunciato da Rocksteady. "Il ruolo prevede la scrittura, l'estensione e l'ottimizzazione del codice e dei sistemi UE5", recita la descrizione. Probabilmente la scelta dell'Unreal Engine 5 non sorprenderà i fan storici della saga, considerando che lo studio ha utilizzato una versione precedente dello stesso motore per tutti i giochi di Batman Arkham, e persino Suicide Squad è basato su Unreal Engine 4.

Un altro dettaglio interessante che possiamo ricavare è che Rocksteady vuole pubblicare questo progetto anche sulle console di decima generazione, PS6 e Xbox Next (naturalmente, non sono questi nomi ufficiali delle piattaforme). "Il tuo lavoro consentirà al team di offrire l'esperienza della più alta qualità sul nostro hardware di destinazione, inclusi PC, PS5, Xbox Series S|X e le console di prossima generazione".

Questa informazione ben si sposa con le anticipazioni di Schreier, secondo il quale dovremo attendere ancora diversi anni prima di vedere il nuovo Batman Arkham.
 
Batman Arkham: sarebbe già in sviluppo, ma ci vorranno anni per vederlo
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Stando ad un recente report, sembrerebbe proprio che la creazione del titolo sia già iniziata. A svelarlo è Jason Schreier su Bloomberg, dove ha pubblicato un lungo articolo in cui si parla della delicata situazione della divisione gaming di Warner Bros, che oltre ad aver affrontato il flop di Suicide Squad ha di recente deciso di interrompere il supporto a MultiVersus, che verrà definitivamente chiuso al termine della nuova stagione.

Stando alle parole del giornalista videoludico, l'azienda avrebbe deciso immediatamente di iniziare a lavorare ad un nuovo capitolo della serie Batman Arkham (sempre che non si tratti di uno spin-off o di un gioco che avrà come protagonista un'altra versione del Cavaliere Oscuro). Se la notizia farà senza ombra di dubbio la gioia di tantissimi appassionati, c'è un grosso ed ingombrante però: l'attesa per poter mettere le mani sul gioco sarà davvero lunga.

Dal momento che lo sviluppo è ancora in fase embrionale, ci vorrà davvero tanto tempo prima di poter vedere il gioco, tanto che non è difficile ipotizzare che il suo debutto possa avvenire sulle console della prossima generazione.
 
Batman Arkham: il sequel cancellato si mostra attraverso alcune immagini
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Project Sabbath era un nuovo gioco di Batman, ambientato nell'universo della saga Arkham. La storia si sarebbe dovuta svolgere dieci anni dopo quella di Batman: Arkham Knight e avrebbe incluso personaggi inediti.

L'artista della Warner Bros. Games Montréal, Rodrigue Pralier, ha condiviso alcune illustrazioni di questo gioco che non verrà mai realizzato. Le immagini mostrano un Bruce Wayne anziano e suo figlio Damian, destinato sicuramente a sostituirlo nel ruolo di Batman. Nel gioco sarebbe stato presente anche Killer Croc, così come Huntress (o Helena Wayne), la figlia di Bruce Wayne e Selina Kyle (Catwoman).

Purtroppo, non sappiamo altro su questo titolo che avrebbe dovuto essere il quinto episodio della saga Arkham.

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Batman Arkham: WB Games Montreal continua ad alludere a un nuovo capitolo
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Warner Bros Games Montreal, lo studio che ha creato l’ottimo Batman: Arkham Origins, ha iniziato a stuzzicare fan e appassionati con qualche immagine e teaser che fanno riferimento a un probabile nuovo titolo della serie Batman Arkham. Oggi tuttavia il “teasing” da parte dello studio continua con la condivisione di un breve video che mostra diversi simboli che mutano e la frase “Capture the Knight / Cape sur la nuit”, che significa letteralmente “Cattura il Cavaliere / Cattura la notte”.



Ovviamente è un chiaro riferimento al Cavaliere Oscuro, ovvero l’uomo pipistrello. Più informazioni verranno sicuramente svelate stasera durante l’evento organizzato da Sony, State of Play, che seguiremo in diretta per voi. L’idea di un nuovo capitolo della serie Batman Arkham realizzato da WB Montreal è davvero interessante, e non vediamo l’ora di saperne di più a breve.
 
Batman Arkham: Il nuovo Batman potrebbe avere un "pezzo" di Assassin's Creed
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Secondo le ultime indiscrezioni, Bill Money è stato assunto come nuovo game director. Il suo profilo professionale parla chiaro: ex Ubisoft Singapore, ha diretto Assassin’s Creed Valhalla e Mirage, due dei capitoli più recenti della saga, e in passato aveva collaborato anche con WB Games Montreal proprio su Batman: Arkham Origins.

Un curriculum che unisce esperienza negli open world d’azione con una conoscenza diretta del mondo di Batman, e che lo rende una figura perfetta per rilanciare il brand.

Un annuncio di lavoro pubblicato da Rocksteady qualche mese fa, e poi rimosso, lasciava già intuire la direzione. Si cercava infatti un director con esperienza in giochi action in terza persona, melee brawlers e open world traversal: esattamente i generi in cui Money ha costruito la sua carriera.

Le voci di corridoio parlano di un progetto ambizioso: il ritorno di un sequel cancellato di Arkham Knight, incentrato su Damian Wayne come nuovo protagonista. Secondo i rumor, il titolo potrebbe addirittura aprire una trilogia pensata in esclusiva per PlayStation. Il motore grafico dovrebbe essere Unreal Engine 5, garanzia di un netto salto tecnico rispetto alle produzioni precedenti.

Per Warner Bros. si tratterebbe di un’occasione fondamentale per ridare slancio alla serie Arkham dopo l’insuccesso dell’ultimo spin-off. I fan, intanto, attendono con trepidazione notizie ufficiali, convinti che l’esperienza di Money possa dare nuova linfa a uno dei franchise più amati della storia recente dei videogiochi.

Rocksteady non ha ancora confermato nulla in via ufficiale, ma l’assunzione di Bill Money rappresenta un segnale chiaro: il Cavaliere Oscuro è pronto a tornare in azione. E questa volta, forse, con la squadra giusta per riportarlo ai fasti di un tempo.
 
Batman Day 2025, i tanti volti del Cavaliere Oscuro
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Dagli anni ’60 al giorno d’oggi un’evoluzione costante, tra pellicole cinematografiche e videogiochi che hanno tramandato un mito fumettistico senza tempo, riuscendo a raggiungere così il pubblico mainstream
La giornata odierna rappresenta un momento molto importante per ogni appassionato di supereroi che si rispetti. Come ogni terzo sabato del mese di settembre, in questo 20 settembre ricorre infatti il Batman Day 2025, il giorno in cui si celebra una vera e propria icona del mondo dei fumetti e non solo.

Quello di Bruce Wayne alias Batman è infatti un personaggio che, nel corso dei decenni, è stato in grado di divenire trasversale. Se da un lato abbiamo i fumetti – – dall’alto c’è una produzione multimediale ricca di sfumature che va avanti ormai da tantissimo tempo.

Dalle produzioni filmiche e seriali arrivando ai videogiochi, sono stati tanti i volti e le incarnazioni di un personaggio in grado di parlare a un pubblico di tutte le età. Perchè, per quanto il riferimento sia a un supereroe nato nel 1939, partorito dal genio di Bob Kane e Bill Finger, è pur vero che nel corso degli anni questi sia riuscito costantemente a reinventarsi. Riuscendo così a risultare quindi in sostanza sempre al passo con i tempi.

GLI ESORDI DI BATMAN, DAI SERIAL TELEVISIVI AL CINEMA​

Il Batman degli esordi è dunque molto lontano, a livello pratico, da quello visto in azione in tempi recenti. E questo in ogni sua incarnazione, fisica o digitale che sia. L’esempio è lampante soprattutto nell’ambito delle produzioni audiovisive che è bello celebrare in questo Batman Day 2025, dove i serial televisivi degli anni ’60 sono parecchio distanti dai blockbuster cinematografici del giorno d’oggi. E non soltanto per i budget differenti a disposizione della produzione.

I colori sgargianti (lontani dalle tinte cupe di solito appannaggio di chi viene definito “Il Cavaliere Oscuro”) del Batman di Adam West – con le sue tre stagioni e 120 puntate complessive andate in onda negli USA tra il 1966 e il 1968 – si contrappongono nettamente alle interpretazioni goticheggianti di Tim Burton e Joel Schumacher, con i vari Michael Keaton, Val Kilmer e George Clooney chiamati a indossare la cappa del “crociato incappucciato” (altro soprannome, ndr). E a cominciare quella trasformazione “dark” del personaggio che l’ha portato alle tinte che oggi conosciamo.

BATMAN AL CINEMA NEL NUOVO MILLENNIO, LA SVOLTA​

Grandi interpretazioni che sono rimaste nella storia, e che hanno preparato la strada per l’avvento di una trilogia divenuta leggendaria. Quella firmata da Christopher Nolan, che racchiude al suo interno le pellicole “Batman Begins”, “Il cavaliere oscuro” e “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”, con Christian Bale nei panni di Bruce Wayne e del suo alter ego supereroistico. Tre pellicole che hanno coinvolto grandissimi nomi del cinema come Morgan Freeman, Gary Oldman, Michael Cain, Liam Neeson, Anne Hathaway e Katie Holmes, oltre a esaltare le doti attoriali dei tre villain principali delle pellicole. Parliamo di Cillian Murphy (lo Spaventapasseri nel primo film), Heath Ledger (il compianto Joker del secondo capitolo) e Tom Hardy (Bane nell’ultima parte della trilogia).

Un’opera monumentale, quella di Christopher Nolan, a cui sono seguiti progetti meno fortunati dedicati all’uomo pipistrello – o con il coinvolgimento dello stesso all’interno di un mosaico più ampio. Come nel caso di “Batman v Superman: Dawn of Justice” con Ben Affleck nei panni del miliardario di Gotham City, che ritroviamo anche in “Suicide Squad” e “Justice League”. Produzioni che, purtroppo, non sono state accolte calorosamente dai fan.

Un’inversione di tendenza è stata apprezzabile in occasione dell’arrivo nelle sale nei primi mesi del 2022 di “The Batman”, il film diretto da Matt Reeves con Robert Pattinson nei panni del protagonista. A parlare sono i numeri: oltre 770 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, una cifra importante e che lascia ben sperare in vista del prosieguo del progetto. Il sequel, “The Batman – Part II”, è previsto per il mese di ottobre del 2027.

BATMAN E I VIDEOGIOCHI​

Quello dei videogiochi a tema supereroistico è sempre stato un argomento fortemente divisivo. Le produzioni che coinvolgevano i personaggi in tute di spandex e simili hanno sempre ricevuto trasposizioni poco lusinghiere. O quantomeno non in linea con ciò che i fan si sarebbero aspettati. L’inversione di rotta la si è avuta proprio grazie ai videogiochi dedicati a Batman curati da Rocksteady Studios e pubblicati da Warner Bros.

Una trilogia anche in questo caso – come in quella cinematografica di Nolan – che risponde al nome di “Batman: Arkham” e si compone dei capitoli “Batman: Arkham Asylum”, “Batman: Arkham City” e “Batman: Arkham Knight”. Un mix di scelte estetiche e ludiche vincenti, con una Gotham City riprodotta digitalmente che riporta alla mente e dinanzi agli occhi le vibes delle pellicole degli anni ’90. Tre videogiochi che sono divenuti una pietra miliare importante nel proprio specifico segmento, finendo per assumere il ruolo di punto di riferimento per tutti i team di sviluppo con l’ambizione di creare una produzione videoludica sui supereroi. Un esempio arriva da “Marvel’s Spider-Man” (e seguiti) di Insomniac Games, che mutua alcune dinamiche di gameplay dalla produzione firmata da Rocksteady Studios.

Un personaggio che ha fatto sognare milioni di fan in tutto il mondo, e che punta al centenario con la propria missione che procede incessante. D’altronde il crimine non dorme mai.
 
Batman Arkham Knight: portata la mod di batman LEGO
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Il 20 settembre scorso si è festeggiato il Batman Day, un evento annuale nato nel 2014 che celebra l'anniversario della prima pubblicazione negli Stati Uniti d'America degli albi a fumetti a tema cavaliere oscuro. Per celebrare questo anniversario un fan ha deciso di festeggiarlo in un modo alquanto curioso.

I giochi dedicati ai supereroi spesso brillano per la quantità di costumi alternativi ispirati a fumetti e film, e Batman: Arkham Knight non fa eccezione, questa volta a tema LEGO. Il titolo di Rocksteady Studios ha già visto l’arrivo di skin iconiche per Batman, Harley Quinn, Red Hood, Catwoman, Nightwing, Robin e persino per la Batmobile. Dopo l’aggiunta del costume di Robert Pattinson da The Batman nel 2023, sembrava che le novità si fossero fermate. Ma ora i fan possono festeggiare: grazie a una mod, il Lego Battinson è ufficialmente approdato a Gotham.

La nuova skin è stata segnalata da The Arkham Channel, creator specializzato nel coprire tutto ciò che riguarda la saga Arkham. L’autore della mod, PhoutFPS, ha caricato su Nexus Mods un lavoro che va ben oltre un semplice “reskin”. Infatti prevede un cowl ridisegnato, texture personalizzate ispirate al trailer di Lego Batman: Legacy of the Dark Knight, palette di colori riviste e un volto che richiama direttamente quello di Robert Pattinson. Secondo PhoutFPS, l’obiettivo del progetto è “tenere viva l’attesa per il nuovo gioco Lego Batman, dando ai fan qualcosa con cui divertirsi nel frattempo.” Ecco un video showcase della mod pubblicato su X.

Oltre al costume, esiste già una mod che trasforma la Batmobile in una versione Lego, creando la combinazione perfetta per chi vuole vivere Gotham in stile mattoncini. Non si tratta della muscle car vista in The Batman, ma resta comunque un’aggiunta spiritosa e coerente con lo spirito della community. E così, tra hype, nostalgia e creatività, il Battinson in versione Lego si ritaglia un posto anche nell’oscuro mondo di Arkham Knight.
 
Netflix acquisirà Warner Bros per 82,7 miliardi di dollari, inglobando anche gli sviluppatori di Batman Arkham e Mortal Kombat
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Sono passate le 17 di venerdì, ma niente mi impedirà di tornare di corsa alla scrivania per riferire di una grossa operazione finanziaria. Avremmo dovuto scrivere di questo evento prima, ma eravamo impegnati a decidere quali sono i 100 migliori giochi per PC in assoluto.

Non sono… sicuro di aver inserito giochi Warner Bros. in quella lista. Ho appena fatto una ricerca con CTRL-F per “Batman” e non ho trovato nulla. Lo so, assurdo: Arkham Asylum è fantastico. Mark dovrebbe smetterla di guidare gli altri e pensare un po’ a mantelli e supereroi. Immagino che Warner Bros. non si preoccupi troppo di questa grave dimenticanza, però. Netflix ha appena rivelato l’intenzione di acquistare la loro divisione intrattenimento per 82,7 miliardi di dollari tra azioni e contanti.

L’accordo arriva dopo l’annuncio di giugno in cui Warner aveva comunicato l’intenzione di dividersi in due, con una divisione “Streaming & Studios” che include Warner Bros. Motion Picture Group, DC Studios e HBO, mentre l’altra, “Global Networks”, comprende sport e notiziari TV come TNT e CNN. Netflix intende acquistare la parte “Streaming & Studios”, in attesa delle approvazioni normative nei prossimi 12-18 mesi, che comprende diversi studi di sviluppo di videogiochi: Avalanche, i creatori di Hogwarts Legacy, TT Games, gli sviluppatori dei giochi Lego, NetherRealm, lo studio di Mortal Kombat, e Rocksteady, i creatori di Batman Arkham, che hanno realizzato anche Suicide Squad: Kill The Justice League.

Come spesso accade con le grandi acquisizioni aziendali, sembra probabile che tutto questo porterà a licenziamenti e cancellazioni, poiché l’azienda acquirente cercherà di recuperare parte del proprio investimento e dimostrare agli azionisti di gestire un’attività efficiente. Supponendo che l’accordo vada a buon fine, Netflix ha affermato di sperare “di realizzare almeno 2-3 miliardi di dollari di risparmi sui costi all’anno” in tre anni.

La divisione giochi di Warner non ha avuto un buon periodo ultimamente, e ci sono già stati dei tagli importanti. Suicide Squad è stato un fallimento, che ha portato a licenziamenti a Rocksteady lo scorso gennaio. A febbraio, Warner ha chiuso Monolith, Player First Games e Warner Bros. Games San Diego. A marzo, Bloomberg ha riportato che un’espansione di Hogwarts Legacy era stata cancellata. A maggio, Warner ha interrotto il supporto per il picchiaduro a fumetti MultiVersus mentre annunciava la fine dei principali aggiornamenti per Mortal Kombat 1 di NetherRealm; hanno anche rivelato un calo del 48% dei ricavi per il loro trimestre finanziario più recente.

È ovviamente un po’ preoccupante, in questo contesto, che il comunicato stampa di Netflix che annuncia la potenziale acquisizione non menzioni quasi per niente i videogiochi, a parte Squid Game e Game Of Thrones. L’attenzione è saldamente concentrata sull'”intrattenimento” in senso lato, sullo streaming e sulle varie property intellettuali di Warner. Netflix ha già un’attività di videogiochi, ovviamente, ma ha subito dei contraccolpi negli ultimi due anni e sembra intenzionata a concentrarsi, al momento, su TV e film.
 
Arkham Asylum in Unreal Engine 4 potrebbe farvi piangere
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Uno sviluppatore sta realizzando un remake di Batman: Arkham Asylum in Unreal Engine 4, e qualche tempo fa ha pubblicato un video per mostrare in azione il gioco, che come da aspettative è uno spettacolo. Il processo produttivo di questo ambizioso rifacimento ha visto l'autore estrarre gli asset grafici dai vari episodi di Batman: Arkham e collocarli appunto in un impianto creato con Unreal Engine 4 (i giochi originali erano mossi dall'UE3).

A questo punto lo sviluppatore ha provato a riprodurre le varie meccaniche del gameplay, aggiungendo funzionalità come l'uso del rampino e la capacità del personaggio di planare utilizzando il suo mantello, per poi aggiungere i nemici e il sistema di combattimento.

Veniamo quindi al video, che mostra il Cavaliere Oscuro impegnato ad affrontare alcuni criminali danzando nell'aria come da tradizione per il Freeflow e inanellando devastanti combinazioni di colpi, il tutto con una grafica che sfrutta appieno le capacità dell'Unreal Engine 4.

Mentre attendiamo con ansia l'uscita di LEGO Batman: L'eredità del Cavaliere Oscuro, che avrà un mondo aperto più ampio di quello di Arkham Knight, l'autore di questo remake amatoriale ha spiegato di aver valutato anche l'uso dell'Unreal Engine 5, ma che il gioco non avrebbe in realtà utilizzato le tecnologie messe a disposizione dall'ultima versione del motore grafico.

Di certo la genesi del progetto ha implicato dimensioni davvero generose per l'attuale build, che pesa circa 130 GB, ma l'autore ha anche spiegato di non avere intenzione di ricreare l'intera esperienza di Arkham Asylum, limitandosi a determinate sezioni di suo interesse.

Ad ogni modo, si tratta di un lavoro che ci fa chiedere ancora una volta cosa sia saltato in mente ai vertici di Warner Bros. Games quando hanno deciso che non ci sarebbero stati altri capitoli della serie Arkham: si tratta forse della più clamorosa occasione sprecata nella storia dei videogiochi?
 
Lo studio VR Camouflaj (Batman: Arkham Shadow) ha subito importanti licenziamenti
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I recenti licenziamenti annunciati da Meta continuano a mietere vittime. Dopo la chiusura di Sanzaru Games, Armature Studio e Twisted Pixel, di cui vi avevamo parlato ieri, emergono nuovi dettagli che coinvolgono direttamente Camouflaj, lo studio noto per aver sviluppato Batman Arkham Shadow.

Secondo quanto riportato da Aftermath, alcuni ex dipendenti Meta, rimasti anonimi perché non autorizzati a parlare pubblicamente, hanno confermato che Camouflaj è stata duramente colpita dai tagli. Lo studio sarebbe stato ridotto a poche unità operative, attualmente impegnate esclusivamente nello sviluppo della nuova esperienza utente per l’hardware in arrivo. I dirigenti dello studio sarebbero stati licenziati e tutti i progetti videoludici attualmente in lavorazione sarebbero stati cancellati.

Le stesse fonti aggiungono inoltre che un possibile seguito di Batman Arkham Shadow non era in sviluppo presso Camouflaj, bensì all’interno di Sanzaru Games. Con la chiusura definitiva dello studio, avvenuta nelle ultime ore, anche quel progetto risulterebbe definitivamente accantonato. Un portavoce di Meta ha inoltre dichiarato a Kotaku che Camouflaj è stata effettivamente coinvolta nei licenziamenti, precisando però che lo studio non verrà chiuso.

Fondata da Ryan Payton, Camouflaj si è fatta conoscere inizialmente con Republique, avventura stealth pubblicata nel 2013 e fortemente influenzata dall’esperienza del fondatore come producer della serie Metal Gear. Negli anni successivi lo studio ha realizzato anche Iron Man VR, pubblicato nel 2020, prima di dedicarsi all’universo di Batman con Arkham Shadow.
 
Batman Beyond di Rocksteady è in arrivo? C'è un problema
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Jason Schreier ha smentito il nuovo rumor su Batman Beyond di Rocksteady, lasciando ancora aperto il futuro dello studio dopo Suicide Squad.

Le voci su un possibile Batman Beyond firmato Rocksteady Studios sembravano aver riacceso, ancora una volta, le speranze di chi aspetta il ritorno dello studio al Cavaliere Oscuro. Questa volta, però, il rumor è stato frenato quasi subito da una delle firme più affidabili dell'industria, Jason Schreier.

La nuova indiscrezione era partita da una presunta fuga di informazioni comparsa online, con dettagli su un progetto ambientato in una versione futuristica di Gotham e collegato alla mitologia di Batman Beyond. Tra gli elementi circolati c'erano anche riferimenti a immagini di una presunta build, al sistema Nemesis e a una produzione che avrebbe potuto rimettere Rocksteady su un binario single-player dopo Suicide Squad: Kill the Justice League.

Schreier ha però liquidato la storia come falsa in una discussione su ResetEra, spegnendo l'entusiasmo generato dal leak. La smentita non chiude ogni discorso sul futuro di Rocksteady, ma ridimensiona nettamente l'idea che il prossimo progetto del team sia proprio quel Batman Beyond descritto dal rumor.

Il contesto, del resto, resta delicato. Dopo l'accoglienza complicata di Suicide Squad, molti giocatori hanno iniziato a guardare di nuovo alla trilogia Batman: Arkham come alla strada più naturale per lo studio britannico. Non è un caso che nei mesi scorsi si sia parlato più volte di un ritorno a Batman, tra il presunto progetto Batman Beyond attribuito a Rocksteady e gli indizi su un nuovo gioco in Unreal Engine 5.

Al momento, però, c'è una differenza sostanziale tra la possibilità che Rocksteady stia valutando un nuovo titolo single-player e la certezza che si tratti di Batman Beyond. La prima ipotesi è stata alimentata da report e segnali di produzione; la seconda, almeno per ora, resta una voce non confermata e ora apertamente contestata.

Questo lascia il pubblico in una posizione familiare: tanta attesa, pochi punti fermi e la necessità di distinguere tra rumor plausibili e leak costruiti per circolare velocemente. Il nome di Rocksteady pesa ancora molto, perché Arkham Asylum, Arkham City e Arkham Knight hanno definito per anni l'idea moderna di action adventure supereroistico. Nel frattempo il calendario ufficiale dei videogiochi DC continua a muoversi altrove, con LEGO Batman: l'eredità del Cavaliere Oscuro come prossimo appuntamento confermato per gli appassionati del personaggio.

Per Rocksteady, invece, resta da capire quando Warner Bros. deciderà di mostrare il nuovo progetto e quanto sarà vicino, davvero, all'eredità lasciata dalla saga di Arkham. Fino a un annuncio ufficiale, la cautela è quindi obbligatoria. Batman Beyond resta un'idea affascinante, soprattutto per chi vorrebbe vedere Gotham cambiare volto e periodo storico, ma la smentita di Schreier rende il leak molto meno solido di quanto fosse sembrato nelle prime ore.
 
Morto attore della serie Batman Arkham
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Tom Kane, amatissimo doppiatore statunitense noto per aver prestato la voce a numerosi personaggi iconici del mondo dei videogiochi e dell’animazione, è morto all’età di 64 anni. La notizia della sua scomparsa ha rapidamente fatto il giro del web, suscitando enorme commozione tra fan, colleghi e appassionati di cultura pop che negli anni hanno imparato a riconoscere il suo timbro vocale in decine di produzioni celebri.

Per il pubblico videoludico, Kane resterà inevitabilmente legato alla serie Batman: Arkham, dove aveva interpretato personaggi fondamentali come il Commissario Gordon, Quincy Sharp e le celebri registrazioni dello Spirit of Arkham. La sua voce ha contribuito in maniera significativa alla costruzione dell’atmosfera cupa e inquietante della saga sviluppata da Rocksteady, ancora oggi considerata una delle migliori trasposizioni videoludiche dedicate al Cavaliere Oscuro.

La carriera di Tom Kane, però, è stata molto più ampia e trasversale. Nel corso di oltre trent’anni di attività, il doppiatore ha lavorato in una quantità impressionante di produzioni tra videogiochi, serie animate, film e show televisivi, diventando uno dei professionisti più riconoscibili dell’industria americana.

Uno dei suoi ruoli più celebri è stato senza dubbio quello di Yoda nell’universo di Star Wars. Kane ha infatti interpretato il Maestro Jedi in numerosi videogiochi, serie animate e prodotti ufficiali del franchise creato da George Lucas, conquistando i fan grazie a una performance estremamente fedele e rispettosa dello storico personaggio.

Nel corso della sua carriera ha inoltre collaborato con saghe enormi come World of Warcraft, Call of Duty, Overwatch e tantissime altre produzioni legate al mondo gaming e animazione. Molti spettatori lo ricordano anche per il suo lavoro in serie animate di culto trasmesse tra gli anni Novanta e Duemila.

Negli ultimi anni Tom Kane si era progressivamente allontanato dal mondo del doppiaggio dopo aver subito un grave ictus, evento che aveva compromesso pesantemente le sue capacità comunicative e la possibilità di continuare a lavorare come voice actor. La notizia aveva già colpito profondamente i suoi fan, consapevoli di quanto la sua voce fosse diventata parte integrante di tanti personaggi iconici.

In queste ore i social si stanno riempiendo di messaggi di cordoglio da parte di colleghi, sviluppatori e appassionati, che stanno ricordando non solo il suo talento, ma anche il contributo enorme lasciato nel panorama dell’intrattenimento videoludico e cinematografico.

Tom Kane lascia un’eredità artistica enorme, costruita attraverso personaggi entrati nella memoria collettiva di milioni di persone. Una voce che ha accompagnato intere generazioni di giocatori e spettatori e che continuerà a vivere attraverso le opere a cui ha dato vita.
 
Pazza idea: il nuovo Batman di Rocksteady alla Summer Game Fest?
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Se c'è un videogioco che farebbe "venire giù" la Summer Game Fest, siamo abbastanza sicuri che quello sarebbe un probabile nuovo capitolo della serie di Warner Bros. dedicata a Batman. Una saga che manca all'appello da ormai oltre dieci anni, quando uscì l'ultimo, incredibile Batman Arkham Knight.

E, soprattutto, dopo il mezzo disastro di Suicide Squad: Kill the Justice League, è evidente che Rocksteady sia ora chiamata a risalire la china, proponendo al pubblico un titolo concreto, amatissimo e capace di ribaltare la situazione. Negli ultimi mesi i rumor su un possibile nuovo Batman single player ambientato nell'universo di Arkham si sono susseguiti senza sosta e, anzi, si sono addirittura moltiplicati rispetto a qualche anno fa, quando la saga sembrava essere entrata in un lungo letargo.

Ovviamente, con la Summer Game Fest di Geoff Keighley, ora i tempi sembrano essere maturi, ed il palcoscenico dello show è semplicemente il migliore che ci possa essere per un annuncio di questo tipo. Il tipico esempio di "one more thing" che lascerebbe tutti, noi compresi, di stucco ed entusiasti. Al momento, va sottolineato, non vi è alcuna informazione concreta ed ufficiale in merito allo sviluppo di un nuovo Batman Arkham da parte di Rocksteady, tantomeno in quel di Warner Bros. Games.

In ogni caso, nonostante il passo falso di Suicide Squad, e l'esperienza VR "di nicchia" di Batman: Arkham Shadow, il brand di Arkham resta fortissimo ed amato dai fan, sia dai lettori di fumetti, sia dai neofiti che si sono avvicinati al personaggio del Cavaliere Oscuro proprio grazie ai videogiochi Rocksteady. Insomma, la palla ora passa a Warner Bros. che dopo l'exploit di Hogwarts Legacy, ha bisogno più che mai di un nuovo tripla A, che possa riaccendere la luce dei riflettori sulla compagnia. Noi ci speriamo, e ipotizziamo che un eventuale annuncio alla Summer Game Fest potrebbe dare agio ad una uscita fra la fine del 2027 e l'inizio del 2028, magari in concomitanza con le nuove console.
 
LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro – L’Arkham “apocrifo” a mattoncini
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Siamo in piena fase di transizione per quanto riguarda le proprietà intellettuali in casa Warner Bros. Games. Da una parte c’è la componente “mediatica”, finita sotto il controllo del colosso Paramount dopo un braccio di ferro non banale con Netflix; dall’altra c’è il comparto videoludico, che si è progressivamente sganciato per diventare un organismo sempre più autonomo, con l’obiettivo di valorizzare al massimo le IP più riconoscibili del proprio catalogo. Eppure, il successo di Hogwarts Legacy non è bastato a cancellare un periodo recente decisamente complicato, segnato da una sequenza di risultati deludenti: dalla (doppia) cancellazione del live service Multiversus al clamoroso flop di Suicide Squad: Kill the Justice League, passando per la “rumorosa” chiusura di Monolith Productions e la conseguente cancellazione di Wonder Woman. Un quadro tutt’altro che rassicurante, dentro il quale LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro prova a ritagliarsi il ruolo di possibile rilancio, o quantomeno di timido riscatto. Un titolo che unisce l’ironia tipica della saga LEGO all’immaginario di uno dei personaggi più amati del panorama pop, ma che strizza anche l’occhio, e nemmeno troppo di sfuggita, alle produzioni Arkham di Rocksteady. Al punto che, in redazione, qualcuno ha già pensato bene di ribattezzarlo un “Arkham apocrifo”.

Una volta avviato, LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro si configura presto come una vera e propria origin story, costruita attingendo a piene mani dalle varie incarnazioni cinematografiche e fumettistiche del Cavaliere Oscuro. I lettori e gli spettatori più attenti riconosceranno senza fatica i richiami ai film di Tim Burton, a Batman Begins e persino al più recente The Batman di Matt Reeves, senza dimenticare il debito evidente nei confronti della serie Arkham anche sul fronte del gameplay. Ne emerge così un piccolo Batman-verse in formato LEGO, che prova a darsi una voce propria attraverso umorismo e citazionismo, riuscendo in più di un’occasione a centrare il bersaglio. Le gag funzionano soprattutto quando fanno leva su riferimenti ben riconoscibili dai fan, ma è bene non aspettarsi una narrazione particolarmente seria o una vera costruzione autoriale del personaggio in senso maturo: resta pur sempre un titolo LEGO, con le sue cutscene brevi ma efficaci, che accompagnano il giocatore dalla Batcaverna di Villa Wayne alle cime di Nanda Parbat.

Un’introduzione corposa che conduce alla prima, fondamentale vestizione da Batman e apre finalmente la porta al contenuto principale dell’esperienza: una Gotham City ampia, densa e liberamente esplorabile, supportata da una varietà di attività che, fin da subito, non ha davvero nulla da invidiare agli ultimi capitoli della serie Arkham. La storia principale, della durata di circa 12-13 ore, rappresenta infatti solo la punta dell’iceberg di un’opera che, per i completisti, può tranquillamente triplicare la propria durata. Il tutto si sviluppa attraverso una lunga serie di capitoli che portano con sé un roster di personaggi forse meno ampio rispetto agli standard della serie LEGO, ma decisamente più definito e caratterizzato. A impreziosire il tutto c’è inoltre un’eccellente localizzazione italiana, forte anche delle voci storiche di Marco Balzarotti e Riccardo Peroni nei ruoli di Batman e Joker, a ulteriore conferma di un’impostazione che guarda con grande attenzione alla tradizione.

Abbiamo sempre mosso diversi appunti alle ultime iterazioni videoludiche LEGO, criticando a più riprese TT Games e la sua scarsa propensione a rinnovare una formula che, diciamolo senza troppi giri di parole, aveva ormai mostrato più di qualche segno di stanchezza. Dalla Saga di Skywalker ai vari LEGO Marvel, i titoli TT Games hanno spesso messo sul tavolo una quantità enorme di contenuti e roster sterminati, salvo poi inciampare in un gameplay eccessivamente monotono e in una varietà ridotta all’osso: centinaia di eroi, in fin dei conti, troppo simili tra loro per riuscire davvero a restituire un senso di divertimento costante all’utente medio. LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro, però, rappresenta con ogni probabilità l’iterazione videoludica LEGO più riuscita che abbiamo avuto modo di provare. Se dieci anni fa ci avessero detto che il prossimo grande gioco nel solco di Arkham sarebbe stato un miscuglio di Batman & Robin e Il Cavaliere Oscuro, costruito interamente con mattoncini LEGO, avremmo probabilmente storto il naso e preso la direzione opposta. E invece è esattamente questo che è LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro, e per qualche piccolo miracolo funziona. Un Arkham “apocrifo”, come lo abbiamo definito poco fa, ma anche qualcosa di più: un titolo che arriva al posto giusto nel momento giusto e che, oggi, sembra proprio ciò di cui avevamo bisogno.

Una volta aperta la Gotham City open world, il gioco ci mette subito a bordo della Batmobile, mostrando un sistema di guida sensibilmente più rifinito rispetto, ad esempio, a quello di LEGO City Undercover. Il combat system è una versione “lite” del free flow di Arkham: ne riprende struttura, ritmo e impostazione, con tutti i pregi e i limiti del caso, ma li rielabora in un contesto che ne valorizza davvero la semplicità immediata. A questo si aggiungono alcune meccaniche stealth, che ci permettono di agire dalle posizioni più elevate per neutralizzare i nemici dall’alto: simpatiche, anche se non sempre incisive quanto ci saremmo aspettati, ma comunque utili ad arricchire un impianto di gioco fortemente centrato sulle risse e sull’azione. Il numero ridotto di personaggi giocabili, appena sette e tutti sbloccabili progressivamente, ha inoltre permesso a TT Games di caratterizzarli meglio, rendendo ciascuno riconoscibile grazie a un proprio moveset e a un arsenale di gadget distintivo. I livelli si intrecciano con maggiore naturalezza all’open world di Gotham, una città densa di collezionabili e di enigmi che prendono a piene mani proprio dalla serie Arkham, ma con una logica più immediata e gratificante. Le missioni, pur non brillando sempre per complessità, risultano varie e ben integrate con l’ambientazione e con la messa in scena generale del gioco. A completare il quadro c’è anche un sistema di crescita basato su perk e abilità sbloccabili, che dona al personaggio un senso concreto di progressione e amplia gradualmente il ventaglio di possibilità durante l’avventura.

Tecnicamente parlando, Gotham City in versione LEGO è semplicemente splendida e, senza troppi dubbi, rappresenta il lavoro più convincente e riuscito mai realizzato da TT Games fino a oggi. La costruzione dell’open world colpisce fin dal primo impatto per la cura con cui riesce a fondere l’estetica dei mattoncini con l’immaginario gotico e decadente della città di Batman, dando vita a un ambiente che sa essere al tempo stesso credibile, immediatamente riconoscibile. Ancora più suggestivo è il modo in cui la metropoli cambia volto con il passare delle ore: la Gotham notturna, illuminata da insegne, riflessi e coni di luce che si perdono tra i palazzi, è una vera gioia per gli occhi e contribuisce in maniera decisiva a rendere l’atmosfera del gioco così centrata e affascinante. Ma il lavoro di TT Games non si limita soltanto alla città in sé: anche gli interni, spesso utilizzati per una singola missione della campagna, sono realizzati con un’attenzione al dettaglio davvero notevole, pieni di riferimenti, trovate scenografiche e piccoli richiami all’immaginario del Cavaliere Oscuro. Si ha quasi la sensazione che ogni ambiente sia stato pensato non solo per essere attraversato, ma per essere riconosciuto da chi conosce bene l’universo di Batman.

Sul piano tecnico, poi, il gioco si difende egregiamente su PC, dove offre un ampio margine di personalizzazione e permette di spingersi parecchio in alto con i dettagli grafici, supportando le più recenti tecnologie di upscaling. In questo senso, Intel XeSS si è rivelata particolarmente efficace, consentendoci di giocare con grande fluidità anche su una macchina handheld come MSI Claw 8 AI+, senza sacrificare in modo sensibile la qualità visiva. È un aspetto tutt’altro che secondario, perché conferma quanto il titolo sia stato costruito con una buona attenzione alla scalabilità e alla fruibilità su più configurazioni hardware, senza rinunciare a una resa complessiva molto solida. A rendere il tutto ancora più convincente ci pensano un comparto sonoro curatissimo e una localizzazione italiana di ottimo livello, che valorizzano tanto l’impatto scenico quanto la leggibilità generale dell’esperienza. Le voci, l’adattamento e la resa complessiva dell’audio contribuiscono infatti a dare peso e identità a ogni sequenza, completando un quadro tecnico che, al netto di qualche fisiologica concessione alla natura LEGO del progetto, riesce a fare centro praticamente su tutti i fronti.

LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro è, senza troppi giri di parole, la migliore incarnazione della formula LEGO vista finora in casa TT Games. È un titolo che riesce finalmente a dare una direzione più chiara a un impianto ludico che negli ultimi anni aveva iniziato a mostrare limiti sempre più evidenti, trovando un equilibrio convincente tra accessibilità, contenuti, varietà e identità. La forte ispirazione alla saga di Arkham non si traduce mai in un semplice esercizio di copia, ma in una reinterpretazione intelligente, capace di assorbire elementi noti e rileggerli con il tono scanzonato e il linguaggio tipico dei mattoncini LEGO. Il risultato è un gioco ricco, curato e sorprendentemente centrato, che sa divertire tanto nella storia principale quanto nell’esplorazione di una Gotham City splendida da attraversare e da osservare. Qualche concessione alla linearità e una struttura che, in fondo, resta ancorata ai canoni storici della serie non ne intaccano il valore complessivo: LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro non è soltanto un ottimo capitolo LEGO, ma anche un segnale importante per una divisione che aveva bisogno di ritrovare fiducia. Un “Arkham apocrifo”, sì, ma uno di quelli che fanno bene al cuore.
 
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