Discussione Nuovo MMO a tema "Il Signore degli Anelli"

SmoonStyle

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11 Maggio 2014
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Le opere di Tolkien sono state la base per tanti videogiochi nel corso degli anni e pare proprio che la cosa non sia destinata a cambiare nel breve termine. Secondo nuove voci condivise da Insider Gaming, un nuovo gioco della serie de Il Signore degli Anelli è ora in sviluppo.

La testata segnala che il nuovo gioco è stato almeno parzialmente finanziato dall'Abu Dhabi Investment Office (ADIO) e secondo le fonti si parla di circa 100 milioni di dollari di investimento. Pare che l'accordo per i lavori sul gioco sia in preparazione dallo scorso anno e che non sia stato ancora ultimato, ma che sarà "presto" reso ufficiale, magari anche la prossima settimana.

Nel progetto sarebbero coinvolte varie compagnie, compresa Embracer (che ricordiamo ha i diritti per l'IP a livello videoludico per la quale ha pagato 400 milioni), il team di sviluppo Revenge e altri studio non meglio precisati. Tutte le compagnie contattate hanno rifiutato di commentare il report.

Per quanto riguarda il tipo di videogioco, la fonte non ha detto molto ma pare che sarà un gioco d'azione in terza persona (e questo non ci dice poi molto) e che è pensato per "competere con Hogwarts Legacy", il che spinge a pensare che non sarà un titolo online free to play ma un videogioco premium classico e single player, che potrebbe fare la gioia di molti fan de Il Signore degli Anelli.


Facciamo un pò di chiarezza.

E' il primo progetto su un MMO a tema LOTR?
In realtà, un MMORPG ambientato nell’universo de Il Signore degli Anelli è già presente nel panorama videoludico dal 2007. Sviluppato originariamente da Turbine e oggi portato avanti da Standing Stone Games, il titolo continua a ricevere aggiornamenti costanti e può contare su una solida e attiva base di giocatori. Disponibile anche sullo store ufficiale di Steam, il gioco continua a riscuotere un buon successo, dimostrando come la formula classica, quando funziona, sappia invecchiare con grande dignità.

Ma non era pure in sviluppo un MMO con lo stesso tema anche da Amazon?
Sì.
Nel maggio 2023 Amazon Games, in collaborazione con Embracer Group, aveva annunciato lo sviluppo di un nuovo MMORPG ambientato nell’universo de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit. Il progetto era stato affidato ad Amazon Games Orange County, lo stesso team responsabile di New World — titolo che, dopo un promettente debutto nel 2021, ha visto la propria base di giocatori ridursi progressivamente, fino alla decisione di Amazon Games di chiuderne i server il 31 gennaio 2027.

Successivamente, però, una massiccia ondata di licenziamenti legata a una “ristrutturazione aziendale” ha colpito anche la divisione Amazon Games. Questo ha portato all’abbandono dell’MMORPG, con l’azienda che ha deciso di concentrare le proprie risorse su progetti più contenuti e maggiormente orientati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

La cancellazione del gioco è stata confermata sui social network, dove la Senior Gameplay Engineer ha annunciato la fine dello sviluppo, descrivendo il progetto come un titolo che “i fan avrebbero amato”. Una di quelle occasioni mancate che fanno storcere il naso, soprattutto agli appassionati della Terra di Mezzo.


 
A quanto pare, è lo studio Crystal Dynamics a essere in realtà dietro al nuovo gioco de Il Signore degli Anelli
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Sembra che il nuovo gioco Il Signore degli Anelli sia in sviluppo, con un budget di circa 100 milioni di dollari, con l'obiettivo di creare un grande RPG d'azione open world pensato per competere con Hogwarts Legacy. Il gioco punterebbe a un'esperienza immersiva in terza persona e potrebbe dare nuovo slancio al franchise dopo diversi adattamenti recenti che non hanno riscosso grande successo.

Secondo Insider Gaming, e contrariamente alle voci recenti, non sarebbe Warhorse Studios ma Crystal Dynamics a occuparsi del progetto, parallelamente ai giochi Tomb Raider: Legacy of Atlantis e Tomb Raider: Catalyst.

Interrogata sui progetti di Warhorse e sul gioco sviluppato da Crystal Dynamics, la casa madre Embracer ha ribadito di non voler commentare né le voci né le speculazioni. Anche Crystal Dynamics ha rifiutato di esprimersi.
 
Svelato il Nuovo Gioco de Il Signore degli Anelli!
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Le speculazioni delle ultime settimane hanno trovato una conferma che farà impazzire i fan di LOTR di tutto il mondo. Warhorse Studios, il celebre e apprezzato team di sviluppo noto per aver creato la grande saga medievale di Kingdom Come: Deliverance, ha appena fatto tremare l’intera industria videoludica con un annuncio a sorpresa pubblicato su X. Lo studio ceco, di proprietà di Embracer Group, ha rivelato di essere al lavoro su ben due progetti colossali che segneranno i prossimi anni del gaming globale.

Il primo e clamoroso annuncio riguarda un nuovissimo gioco di ruolo open world ambientato nell’universo de Il Signore degli Anelli. Dopo mesi di incessanti rumor, resi sempre più credibili dalle indiscrezioni trapelate in rete e dai report su un mastodontico finanziamento arabo da ben cento milioni di dollari, ora abbiamo la certezza assoluta. I giocatori potranno molto presto immergersi in una Terra di Mezzo interamente esplorabile, vivendo un’esperienza epica che promette di mescolare la profonda narrazione tipica dello studio con la magia immortale del franchise fantasy più celebre. Le aspettative sono chiaramente alle stelle, considerando la straordinaria capacità degli sviluppatori nel ricreare mondi vasti, estremamente vivi e incredibilmente realistici.

Ma le incredibili sorprese non si limitano affatto alle opere di Tolkien, perché il talentuoso team ha sganciato un’altra bomba mediatica inaspettata. Nello stesso comunicato è stata infatti confermata l’attiva produzione di una nuova avventura legata al franchise di Kingdom Come. Sebbene non sia ancora del tutto chiaro se si tratterà di un terzo capitolo ufficiale oppure di uno spin-off parallelo, questa magnifica notizia ha immediatamente riacceso l’entusiasmo di tutti gli appassionati di accurate rievocazioni storiche. Gli sviluppatori promettono di rivelare ulteriori dettagli solamente quando i tempi saranno realmente maturi per mostrare il gameplay ufficiale. I tantissimi videogiocatori possono quindi iniziare a sognare battaglie epocali, sia nella verdeggiante Boemia sia tra le mistiche lande abitate da elfi, orchi, nani e oscure creature.
 
Tolkien incontra Kingdom Come: cosa aspettarsi dal nuovo RPG Open World nella Terra di Mezzo?
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Embracer Group ha reso nota l'intenzione di dividersi in due compagnie differenti, e una di queste prenderà il nome di Fellowship Entertainment per concentrarsi sullo sviluppo di videogiochi. Sarà la casa di franchise di rilievo come Tomb Raider e potrà realizzare titoli basati sull'IP Signore degli Anelli (del resto anche il suo nome è tutto un programma). Poco dopo i ragazzi di Warhorse Studios - che ricordiamo trovarsi sotto l'ombrello di Embracer - hanno aggiunto altra carne al fuoco, confermando di star lavorando a un RPG open world ambientato nella Terra di Mezzo. Vista l'importanza dell'annuncio e la scarsità di informazioni ufficiali relative al progetto, ci siamo divertiti a riflettere su cosa vorremmo e ci aspettiamo da una produzione simile, specie conoscendo i punti di forza di coloro che la stanno realizzando.

Kingdom Come Deliverance è stato utilizzato nelle università in Repubblica Ceca per insegnare storia medievale, e non a caso. Sia nel primo che nel secondo viaggio di Henry, Warhorse Studios ha costruito ambientazioni a dir poco credibili rispetto al contesto storico considerato, popolandole con NPC convincenti per vestiario, usanze e atteggiamenti in base ai rispettivi status sociali. Ed è già su questo fronte che il collettivo praghese dovrà affrontare una non facile sfida sintetizzabile con: niente più Basso Medioevo. Per il nuovo "Middle Earth RPG" realizzerà scenari iconici dell'immaginario tolkeniano, in un passaggio al fantasy che con ogni probabilità includerà elementi magici, elfi, nani, creature al servizio dell'oscurità e chissà cos'altro.

Le caratteristiche di ciascuno di questi tasselli del mondo dipenderanno in primis dalla scelta dell'era che farà da sfondo all'avventura ruolistica. A noi piacerebbe molto esplorare la Seconda - sì, quella tratteggiata con efficacia alterna ne la serie de Gli Anelli del Potere - semplicemente perché potrebbe fornire al team di sviluppo delle notevolissime possibilità creative, licenze permettendo s'intende (qui la recensione de gli Anelli del Potere Stagione 2). Del resto parliamo della più lunga tra le Ere documentate, che comprende una serie praticamente infinita di eventi chiave della storia di Arda. In ordine sparso, pensiamo alla forgiatura degli Anelli (unico incluso), alla costruzione di Barad-dûr in Mordor, ai conflitti con Sauron, alla comparsa dei Nazgul, giusto per fare pochi esempi. Poi, per carità, c'è sempre la possibilità che il racconto possa aprirsi nella Terza Era, magari per metterci nei panni di un semplice soldato di Gondor chiamato a vivere i tempi di paura e incertezza al centro dei film di Jackson e magari destinato a imbattersi lungo la strada in qualche figura molto nota e amata de Il Signore degli Anelli.

A prescindere dall'era di riferimento, Warhorse dovrà impegnarsi in un attento studio e ricerche notevoli per creare un open world capace di dar lustro al materiale sorgente, riuscendo a restituire il giusto impatto visivo e atmosfera a location leggendarie come Gran Burrone, tanto per fare un nome. Dall'illuminazione al livello di dettaglio generale, il mondo di gioco potrebbe venir su alla grande con una versione ancor più avanzata dell'engine personalizzato che ha dato vita a Kingdom Come Deliverance 2, soprattutto se il titolo dovesse approdare anche sulle piattaforme della prossima generazione.

Crediamo sia impossibile tuffarsi in ipotesi circa quello che sarà l'assetto ludico dell'avventura RPG senza fare prima una premessa fondamentale. Coi suoi due Kingdom Come, Warhorse è riuscita ad attrarre bacini d'utenza davvero importanti (il secondo gioco è a più di 5 milioni di copie vendute) e tutto ciò è ancor più degno di lode se pensiamo al fatto che si tratta di due esperienze basate su dinamiche di gameplay non necessariamente "per tutti", a partire ad esempio dalla costruzione del combat system.

Ebbene, visto il grande richiamo dell'immaginario di Tolkien, Fellowship Entertainment e Warhorse potrebbero avere in mente una produzione capace di attrarre un pubblico più vasto ed eterogeneo e prendere per buona questa ipotesi significa anche doversi immaginare un videogioco con alcuni punti di aderenza e altri lontani dai Kingdom Come. La speranza in tal senso è che il team non voglia lavorare a un'avventura RPG molto leggera come Hogwarts Legacy, tanto per capirci, bensì a un'esperienza più facile da approcciare per i neofiti rispetto a quelle di Kingdom Come, ma non per questo priva di quelle caratteristiche distintive che così tanto hanno fatto apprezzare le opere di Warhorse.

Per meglio chiarire la nostra posizione a riguardo, non ci resta che fare degli esempi concreti. Prima abbiamo parlato di una delle grandi sfide certamente insite nel progetto, legata al dover ricreare intere porzioni dell'immaginario tolkeniano. Ebbene, un'altra prova di notevole entità per gli sviluppatori - dato che per loro rappresenterebbe una "prima volta" - potrebbe essere proprio la costruzione del sistema di combattimento alla base dell'avventura. Data la natura del gioco, è assai probabile che la sua dimensione offensiva non sarà incentrata sulla riproduzione dei ritmi compassati e delle manovre tipiche della scherma medievale ma più votata al regalare danze di morte spettacolari e variegate, a suon di frecce da scoccare, grandi asce e spade da brandire e via discorrendo.

A questo proposito, sappiamo che i titoli di Warhorse sono in prima persona, e anche l'RPG nella Terra di Mezzo potrebbe adottare questa visuale. Ciò detto, non ci sentiamo di escludere la possibile aggiunta di una telecamera posta dietro le spalle del personaggio. L'ambito del gioco che potrebbe (e dovrebbe) guardare al lavoro svolto dal team di Praga su Deliverance 2 riguarda invece il quest design, banalmente perché quello che sfoggiato dalla seconda avventura di Henry era incredibile. Missioni dagli approcci differenti, con esiti non scontati e possibili grandi "ribaltoni", in cui ad esempio anche un fallimento potrebbe generare delle conseguenze positive sarebbero ancor più interessanti da vivere nella Terra di Mezzo.

Questo anche grazie a comprimari e volti di secondo piano che date le doti dei creativi di Warhorse potrebbero rivelarsi ottimamente caratterizzati. Pensate al linguaggio adottato da un elfo altezzoso, abituato a rivolgersi con spocchia ai soldati umani, o a un hobbit danzante, festaiolo, patito di canti, marachelle ed Erba Pipa (ogni riferimento a Merry e Pipino è voluto). A dover tornare dovrebbe essere anche un compendio simil Codex da riempire con dettagli e curiosità sul mondo di gioco. Restando in tema, ci auguriamo che l'open world possa rivelarsi sì vasto e ricco di piacevoli diversioni, ma sempre mantenendo un buon rapporto tra quantità e qualità.

Tirando le somme, almeno per ora, speriamo di trovarci all'alba di una nuova era per i videogiochi del Signore degli Anelli, che da troppo tempo ormai hanno bisogno di degni rappresentanti. E se c'è un team in grado di aprire nel migliore dei modi questa stagione, quello è Warhorse Studios.
 
Il gioco della Terra di Mezzo di Warhorse deve liberarsi dall’ombra de Il Signore degli Anelli
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Il 20 maggio Warhorse Studios, il team dietro ai due amatissimi Kingdom Come: Deliverance, ha annunciato di essere al lavoro su due progetti molto ambiziosi: il primo sarà una nuova avventura legata proprio alla saga di Kingdom Come, mentre il secondo è un open world ambientato nella Terra di Mezzo. Negli ultimi mesi circolavano già diverse voci sul coinvolgimento dello studio in un gioco tratto da Il Signore degli Anelli, ma sembrava difficile immaginare un team abituato al realismo storico medievale alle prese con il fantasy per eccellenza.

La conferma ufficiale ha inevitabilmente acceso l'entusiasmo sia dei fan dei giochi di ruolo sia degli appassionati dell'opera di J.R.R. Tolkien. D'altronde Kingdom Come: Deliverance II è stato uno dei giochi più apprezzati dello scorso anno, ottenendo numerose candidature sia come miglior RPG sia come gioco dell'anno, motivo per cui le aspettative verso il team ceco sono inevitabilmente altissime.

Per ora le informazioni sul progetto sono ancora poche, ma Tobias Stolz-Zwilling, direttore della comunicazione di Warhorse, ha spiegato durante una diretta streaming che il gioco nasce prima di tutto dalla passione dello studio per il mondo creato da Tolkien. L'obiettivo sarebbe quello di realizzare un'esperienza estremamente immersiva, ricca di personaggi memorabili e con una forte componente narrativa.

Le premesse sono senza dubbio affascinanti, ma sviluppare un videogioco ambientato nella Terra di Mezzo porta con sé anche diversi rischi. Chiunque lavori su un'opera così amata deve inevitabilmente confrontarsi con il peso del materiale originale e con i limiti imposti dalla lore canonica dei libri e dei film, un aspetto che potrebbe diventare un freno importante soprattutto per un open world che punta a lasciare grande libertà ai giocatori.

Non v'è dubbio che Il Signore degli Anelli e, più in generale, tutte le opere ambientate nella Terra di Mezzo siano tra i pilastri assoluti del fantasy moderno. Per molti versi, J.R.R. Tolkien può essere considerato il vero padre del fantasy classico contemporaneo. L'arrivo della trilogia cinematografica di Peter Jackson, ormai venticinque anni fa, ha consacrato ulteriormente l'opera, trasformandola in un fenomeno culturale globale con milioni di appassionati estremamente attenti al rispetto del materiale originale.

Accanto ai fan esiste poi la Tolkien Estate, l'organizzazione che attraverso gli eredi dell'autore gestisce buona parte dei diritti legati alle opere di Tolkien. La situazione dei diritti della Terra di Mezzo è in realtà molto frammentata e oggi non tutto passa direttamente dalla Tolkien Estate. Nonostante ciò, l'organizzazione continua ad avere una forte influenza sul modo in cui l'universo creato da Tolkien viene adattato, cercando di evitare reinterpretazioni troppo lontane dallo spirito originale.

Da un lato, l'esistenza di un controllo simile è sicuramente positiva, perché impedisce che film, serie o videogiochi tradiscano completamente l'identità della Terra di Mezzo. Dall'altro, però, può diventare anche un limite creativo per gli sviluppatori, soprattutto quando si tenta di raccontare qualcosa di nuovo senza entrare in conflitto con il canone. Basta osservare i videogiochi usciti negli ultimi decenni per rendersene conto. Tolti i vari giochi su licenza e le reinterpretazioni più leggere, come i titoli LEGO, quasi tutti i giochi ambientati nella Terra di Mezzo hanno sempre faticato a distaccarsi davvero dagli eventi raccontati nei libri o nei film.

Titoli ormai un po' datati, come Il Signore degli Anelli: La guerra del Nord o Il Signore degli Anelli: La Terza Era, cercavano di raccontare vicende parallele alla trilogia principale attraverso personaggi originali. Il problema è che spesso si aveva la sensazione di vivere soltanto "ai margini" della vera avventura, quasi come semplici spettatori delle imprese dei protagonisti originali.

Anche i tentativi più recenti non hanno lasciato particolarmente il segno. The Lord of the Rings: Gollum è stato un clamoroso fallimento, tanto da venire ricordato come uno dei peggiori giochi del 2023. Al di là dei problemi tecnici e ludici, era proprio l'idea di costruire un intero titolo attorno a Gollum a risultare debole: il personaggio aveva ormai già detto quasi tutto all'interno dell'opera originale. Anche The Lord of the Rings: Return to Moria, pur provando a raccontare eventi successivi alla trilogia, finiva per puntare più sulle meccaniche survival cooperative che su una narrativa davvero memorabile.

Gli unici giochi moderni capaci di ottenere un successo importante sono stati La Terra di Mezzo: L'ombra di Mordor e La Terra di Mezzo: L'ombra della guerra. Oltre all'uso dell'ottimo Nemesis System, ancora oggi ricordato come una delle meccaniche più originali degli ultimi anni (purtroppo non più utilizzata perché brevettato da Warner), questi titoli provarono a costruire una storia nuova attorno a personaggi originali come il ramingo Talion e Celebrimbor nella loro lotta contro Sauron. Tuttavia, proprio le molte libertà prese rispetto al canone divisero parecchio i fan più puristi.

Ed è proprio qui che nasce la grande difficoltà di qualsiasi progetto ambientato nella Terra di Mezzo: restare troppo vicini agli eventi dei libri limita enormemente la libertà narrativa, mentre allontanarsene troppo rischia di scontentare gli appassionati storici. Per questo motivo il nuovo progetto di Warhorse Studios potrebbe funzionare davvero solo scegliendo una strada precisa: creare qualcosa di completamente originale, ambientato nella Terra di Mezzo, ma finalmente libero dal peso costante delle storie già raccontate.

La soluzione ideale per questo nuovo RPG di Warhorse Studios sarebbe ambientarlo o in un passato molto remoto della Terra di Mezzo, magari durante la Seconda Era, oppure molti anni dopo la conclusione de Il Signore degli Anelli, nella Quarta Era. La storia del mondo creato da J.R.R. Tolkien attraversa infatti epoche vastissime e ricche di eventi importanti, e scegliere un periodo lontano dalle vicende più conosciute permetterebbe agli sviluppatori di avere molta più libertà creativa, pur dovendo comunque rispettare alcuni elementi fondamentali del canone, descritti in opere come Il Silmarillion.

Ambientare il gioco nella Quarta Era potrebbe offrire margini molto ampi. Di quel periodo storico si conosce relativamente poco e ciò darebbe agli autori la possibilità di costruire una narrativa originale senza il peso costante degli eventi già raccontati. Volendo, Warhorse potrebbe persino prendere ispirazione dalle idee abbozzate da Tolkien per The New Shadow, il seguito mai completato de Il Signore degli Anelli, ambientato durante il regno di Eldarion, il figlio di Aragorn, rimasto però solo a livello di concept.

Warhorse Studios ha già dimostrato con Kingdom Come: Deliverance e Kingdom Come: Deliverance II di essere maestra nella costruzione di mondi immersivi e credibili. In quei titoli, ogni villaggio, castello o paesaggio della Boemia medievale trasmette la sensazione di appartenere davvero a un mondo vivo, senza contare l'ottima qualità della scrittura di personaggi e intrecci narrativi.

Proprio per questo, un gioco svincolato dagli eventi raccontati ne Lo Hobbit e ne Il Signore degli Anelli potrebbe rappresentare la scelta perfetta. Darebbe agli sviluppatori la possibilità di creare una storia davvero nuova, lasciando ai giocatori la libertà di esplorare la Terra di Mezzo senza sentirsi costantemente "all'ombra" dei protagonisti storici della saga. Inoltre, considerando la cura quasi maniacale che Warhorse ha sempre dimostrato verso la ricostruzione storica e narrativa, il rischio che il team possa snaturare l'universo di Tolkien appare piuttosto basso. Anche le dichiarazioni di Tobias Stolz-Zwilling, che ha definito il progetto come un'opera nata soprattutto dalla passione del team verso Tolkien, lasciano ben sperare.

Probabilmente passeranno ancora diversi anni prima di vedere concretamente questo nuovo progetto, ma l'idea di vivere la Terra di Mezzo con il livello di immersione e profondità visto in Kingdom Come è già sufficiente per far sognare moltissimi fan. Se Warhorse riuscirà davvero a trovare il giusto equilibrio tra rispetto del canone e libertà creativa, potremmo trovarci davanti a uno dei videogiochi più ambiziosi mai realizzati sull'universo di Tolkien.
 
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